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Spiagge bianche, bagnate da acque limpide, delimitate da alte palme, illuminate da un sole caldo, almeno da Novembre a Maggio, quando da noi l’estate è solo un ricordo o un miraggio, le isole dell’arcipelago di Ko Samui, nel Golfo della Thailandia, sono le mete perfette per chi ama immergersi nella natura e nel mare, con maschere e pinne. Situata ad appena mezz’ora di catamarano da Koh Samui, il nostro viaggio inizia dalla paradisiaca Ko Pha-Ngan, famosa per i rave party nelle notti di luna piena. Ogni mese infatti vi si celebrano i caratteristici “Fool Moon Party” con migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo. Fino a qualche anno fa, venivano organizzati orgiastici rave party sulla spiaggia a cui le autorità hanno fortunatamente posto freno. Il periodo di luna piena è tuttavia frenetico, adatto sicuramente a un gruppo di ragazzi che vogliono divertirsi tra buona musica, tipici tatuaggi fluorescenti temporanei e feste strepitose. Per chi viaggia in famiglia però è preferibile partire per una data lontana rispetto ai festeggiamenti, per una vacanza di relax e tranquillità. Hat Rin Nok, su un piccolo promontorio a sud, è la spiaggia più scenografica, splendida località balneare di giorno e pista da ballo illuminata soffusamente dalle luci dei locali e animata dalla loro musica e dal via vai dei turisti di notte. A qualche chilometro da qui si trova invece Tong Sala, la città principale e il centro amministrativo di Ko Pha-Ngan, utilizzato dai turisti principalmente come punto di sbarco e imbarco. Da qui infatti il nostro viaggio prosegue alla volta di Ko Tao, letteralmente l”Isola delle tartarughe”. Il paesaggio è più selvaggio e primitivo di quello di Ko Pha-Ngan, le cui spiagge sono sicuramente preferibili a quelle di Ko Tao; è consigliabile tuttavia una visita (dai 2 ai 4 giorni) per un’occhiata a Ban Mae Hat, unico centro abitato dell’isola, pittoresco per le sue vie animate da negozi, discoteche e dai turisti stessi, per compiere il periplo dell’isola con le caratteristiche long-thai boat, per esperienze di diving mozzafiato; ma soprattutto per godere della straordinaria bellezza naturale del piccolo gioiello di Ko Nang Yuan, un isolotto costituito da uno scoglio e due rilievi ricoperti di vegetazione, uniti da una striscia di sabbia chiara; salendo in cima alla collina alla collina più piccola, fra impressionanti formazioni granitiche che spuntano dal verde, si scorge, in basso, la più candida rena corallina. Dalla piccola Ko Tao il nostro viaggio fa ritorno al suo punto di partenza, la più grande delle 80 isole che compongono l’arcipelago, Ko Samui. Ko Samui è un concentrato di giungla tropicale, spiagge immacolate, rocce di granito e piantagioni di cocco, di cui si dice l’isola possieda il maggior numero di fusti al mondo.



La prima tappa del nostro itinerario è la costa di Bo Phut. Su una collina della spiaggia, si affaccia la strada del Big Buddha, raggiunta da una scalinata. Il posto è molto particolare, con miriadi di bancarelle caratteristiche. La stessa statua è molto particolare, con infinità di particolari in materiali preziosissimi. Una visita di qualche ora ne vale decisamente la pena. Proseguiamo per la splendida spiaggia di Chaweng, cuore frenetico e festoso dell’isola, con resort, abitazioni, botteghe e negozi, ristoranti e locali sulla strada e sul mare e che di notte si accende di migliaia delle luci sfavillanti di bar, bancarelle e locali notturni aperti sulla strada e gremiti di viveurs. Nella parte meridionale del litorale, imponenti formazioni di roccia racchiudono piccole spiagge di sabbia chiara. Il luogo viene chiamato “Grandfather & Grandmother” per la forma degli scogli che alludono ai generi maschile e femminile. Superato il promontorio di Laem Nai inizia il litorale di Lamai Beach, meno affollato di Chaweng. Proseguendo tra alti alberi di teck e siepi di bougainville rosse e arancioni, raggiungiamo le cascate di Namuang, nell’entroterra, alte una trentina di metri e suddivise in diversi salti. Ai piedi delle cascate si trova la base della Namuang Jungle Trip, che propone trekking nella giungla sul dorso di un elefante, un’esperienza da fare per chiunque voglia vivere a pieno l’esperienza della Thailandia. Lungo lo sterrato si raggiunge il Magic Garden & Waterfall, giardino incantato con l’acqua che scorre fra rocce scolpite in forme umane e il silenzio che avvolge ogni cosa. Il nostro viaggio si conclude al piccolo aeroporto dell’isola, tra i più belli al mondo con hall aperte alle brezze marine e fiori a profusione, per un triste arrivederci, velato da una sottile speranza di ritorno tra i giardini verdeggianti e le bianche spiagge della Thailandia che ruba il cuore.

Articolo Scritto da A. Valenti

 

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