Ciao a tutti, siamo Chiara e Fabio. Abbiamo il progetto blog “Allemandich in viaggio” (https://www.allemandich.it) che si rivolge a tutti gli appassionati di viaggi, in particolar modo slow. Siamo due camperisti e le nostre mete sono Europee ed Italiane.

 

Il Selciato del Gigante, o Giant’s Causeway, è uno dei luoghi più iconici d’Irlanda, sospeso tra mito e realtà.

La leggenda narra che tanto tempo fa, sulle coste dell’Isola di Smeraldo, abitasse il gigante Finn McCool insieme a sua moglie. Finn un bel giorno entrò in disputa con il gigante scozzese Angus per stabilire chi dei due fosse il più forte, pur non essendosi mai incontrati di persona, e si mise quindi all’opera per costruire una lunga strada fatta di immensi blocchi di basalto per poter raggiungere il rivale. Quando ne intravide la sagoma in lontananza, tuttavia, si fece prendere dal panico e corse di nuovo verso casa, dove pregò la moglie di aiutarlo a nascondersi. La moglie così fece: lo travestì da bebè e gli disse di sdraiarsi all’interno di una grande culla. Quando Angus venne a bussare alla loro porta, chiedendo dove fosse Finn per poter dare inizio allo scontro, la moglie disse che non sapeva dove fosse il marito, e che lei doveva occuparsi del loro infante. Angus si sporse sopra la culla…e incontrò lo sguardo del bebè più grande che avesse mai visto. E se il figlio era così, chissà come doveva essere immenso il padre…! Il gigante, terrorizzato, corse via, e per far sì che Finn non potesse più raggiungerlo distrusse il sentiero che collegava Irlanda e Scozia.

C’è chi dice invece che il selciato sia stato costruito da Finn per raggiungere la sua amante scozzese…Ma non lo sapremo mai. Quello che sappiamo per certo, però, è che in Scozia possiamo realmente trovare  formazioni basaltiche simili a quelle irlandesi, per la precisione presso l’Isola di Staffa e la grotta di Fingal.

Le formazioni basaltiche più caratteristiche del Selciato

Ovviamente la cosa più iconica se parliamo del Giant’s Causeway è il complesso di circa 40.000 colonne basaltiche di cui abbiamo parlato in precedenza: grossi blocchi di forma prismica a base esagonale, anche se non mancano formazioni con più o meno lati. Raggiungono altezze diverse e dalla costa si spingono fin dentro l’oceano, e i turisti possono scalarle in modo agevole facendo però attenzione alle superfici scivolose e ai venti che spesso spazzano con forza la zona. La forma estremamente regolare di queste strutture basaltiche, così perfetta da sembrare davvero scolpita da mani umane, si deve in realtà ad un’eruzione vulcanica avvenuta tra i 50 e i 60mila anni fa.

Blocchi a parte, vi sono anche altre formazioni rocciose degne di nota: lo Stivale del Gigante, dalla forma appunto di una calzatura; l’Organo, con imponenti strutture rocciose verticali, simili proprio alle canne di un organo; la Gobba del Cammello, una formazione che ricorda il profilo di un cammello disteso.

Le varie particolarità del luogo e le formazioni più degne di nota sono spiegate nel dettaglio dalle audioguide che vi saranno consegnate al momento di fare il biglietto.

Il Centro Visitatori e i vari circuiti

Prima di addentrarvi lungo il Selciato del Gigante dovrete necessariamente passare per il Centro Visitatori: si tratta di un complesso moderno, con punti ristoro, punto shopping e vendita dei biglietti. Qui potrete, come detto prima, noleggiare anche le audioguide. Subito fuori dal Centro inizia la vostra passeggiata ma, se siete pigri, potrete raggiungere il Selciato con comode navette shuttle gratuite. La durata della camminata, invece, dipenderà dal tipo di circuito turistico che desiderate percorrere: ce ne sono ben 4, dal più semplice al più complesso dal punto di vista escursionistico. Il più breve è completamente su strada pianeggiante, e vi porterà a visitare solo alcune delle formazioni più famose. È tuttavia percorribile anche dalle persone più anziane o meno allenate. Il secondo percorso è un po’ più esteso, ma sempre su terreno pianeggiante.

Per vedere da vicino l’Organo, invece, dovrete per forza di cose avventurarvi lungo un sentiero un po’ più impegnativo, che vi porterà a salire più in alto e che quindi vi richiederà uno sforzo maggiore. Niente di infattibile però: si tratta sempre di una breve passeggiata, ed è adatta anche a persone non particolarmente allenate.

L’ultimo percorso del circuito è invece quello di durata e complessità maggiori, ma resta comunque fattibile. L’unica parte realmente faticosa è la scalinata che dovrete salire per raggiungere la cima del promontorio, più che altro perché non è troppo larga, è ripida e i gradini non sono regolari…Con un po’ di cautela e di fiato, però, raggiungerete la vostra meta, e da qui potrete rimirare dall’alto tutta la zona. Lo spettacolo è magnifico, e se troverete bel tempo sarete testimoni sicuramente di un magnifico gioco di contrasti tra il blu del cielo e del mare e il nero delle formazioni basaltiche…Ma noi non abbiamo avuto questa fortuna.

La zona è anche popolata da numerosi esemplari di flora e, soprattutto, di fauna, in particolar modo uccelli marini.

Il Selciato del Gigante: come raggiungerlo e altre informazioni utili

Il Giant’s Causeway è comodamente raggiungibile sia con mezzi propri, che potrete posteggiare nell’ampio parcheggio in prossimità del CentroVisitatori e il cui costo è compreso nel prezzo del biglietto, oppure con mezzi pubblici; numerosissimi inoltre i tour organizzati che vi porteranno qui.

 

L’ingresso è consentito a partire dalle ore 09.00, mentre gli orari di chiusura dipendono dai mesi dell’anno:

– gennaio, novembre, dicembre : 09.00 – 17.00

– febbraio, marzo, ottobre: 09.00 – 18.00

– aprile, maggio, giugno, settembre: 09.00 – 19.00

– luglio, agosto: 09.00 – 21.00

 

In generale prevedete una visita di 2-3 ore, specie per i circuiti più lunghi.

Il costo è attualmente di 8.50£ per gli adulti, 4.25£ per i bambini e 21£ per le famiglie.

Alcuni percorsi sono accessibili anche ai disabili e ai bambini in passeggini e carrozzine.

I cani sono ben accetti, purché tenuti al guinzaglio e adeguatamente controllati.

Contatti: Bushmills BT57 8SU, Irlanda del Nord

+44 28 2073 3419

Sito Web Ufficiale: www.giantscausewayofficialguide.com (sito in inglese)

 



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Su momondo.it tanti consigli utili per come e quando effettuare un viaggio a Cuba risparmiando il più possibile, di seguito un piccolo estratto della pagina, cliccando qui puoi leggere l’articolo completo.

Come trovare voli low cost per Cuba

L’alta stagione a Cuba coincide con i mesi invernali, da novembre ad aprile. In questo periodo il clima ricorda quello dell’estate europea e i voli per Cuba costano di più, per poi diventare di nuovo economici tra maggio e giugno.

Quali compagnie aeree volano a Cuba?

Alitalia e Meridiana offrono voli di linea diretti dall’Italia: la prima propone un volo per Cuba diretto da Roma Fiumicino, mentre con Meridiana si vola da Milano Malpensa senza scali.

Qual è la durata dei voli per Cuba?

Un volo per Cuba dura più o meno 11 ore, qualunque sia l’aeroporto italiano di partenza o la destinazione da raggiungere nell’isola. Spesso, soprattutto in alta stagione o se cercate un volo low cost per Cuba, la soluzione più conveniente è un volo con scalo.

Destinazioni popolari a Cuba

Le tre principali città dell’isola rappresentano destinazioni invitanti grazie alle attrattive turistiche e d’interesse culturale che propongono al visitatore. La capitale L’Avana è particolarmente apprezzata per la vita notturna, Trinidad è stata classificata Patrimonio dell’Umanità UNESCO per le sue architetture coloniali, mentre Santiago de Cuba è la capitale cubana dei festival musicali.

Serve il passaporto/visto per visitare Cuba?

Per volare a Cuba è necessario presentare alla dogana il passaporto con validità residua superiore a sei mesi, unitamente al visto d’ingresso.

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Spiagge bianche, bagnate da acque limpide, delimitate da alte palme, illuminate da un sole caldo, almeno da Novembre a Maggio, quando da noi l’estate è solo un ricordo o un miraggio, le isole dell’arcipelago di Ko Samui, nel Golfo della Thailandia, sono le mete perfette per chi ama immergersi nella natura e nel mare, con maschere e pinne. Situata ad appena mezz’ora di catamarano da Koh Samui, il nostro viaggio inizia dalla paradisiaca Ko Pha-Ngan, famosa per i rave party nelle notti di luna piena. Ogni mese infatti vi si celebrano i caratteristici “Fool Moon Party” con migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo. Fino a qualche anno fa, venivano organizzati orgiastici rave party sulla spiaggia a cui le autorità hanno fortunatamente posto freno. Il periodo di luna piena è tuttavia frenetico, adatto sicuramente a un gruppo di ragazzi che vogliono divertirsi tra buona musica, tipici tatuaggi fluorescenti temporanei e feste strepitose. Per chi viaggia in famiglia però è preferibile partire per una data lontana rispetto ai festeggiamenti, per una vacanza di relax e tranquillità. Hat Rin Nok, su un piccolo promontorio a sud, è la spiaggia più scenografica, splendida località balneare di giorno e pista da ballo illuminata soffusamente dalle luci dei locali e animata dalla loro musica e dal via vai dei turisti di notte. A qualche chilometro da qui si trova invece Tong Sala, la città principale e il centro amministrativo di Ko Pha-Ngan, utilizzato dai turisti principalmente come punto di sbarco e imbarco. Da qui infatti il nostro viaggio prosegue alla volta di Ko Tao, letteralmente l”Isola delle tartarughe”. Il paesaggio è più selvaggio e primitivo di quello di Ko Pha-Ngan, le cui spiagge sono sicuramente preferibili a quelle di Ko Tao; è consigliabile tuttavia una visita (dai 2 ai 4 giorni) per un’occhiata a Ban Mae Hat, unico centro abitato dell’isola, pittoresco per le sue vie animate da negozi, discoteche e dai turisti stessi, per compiere il periplo dell’isola con le caratteristiche long-thai boat, per esperienze di diving mozzafiato; ma soprattutto per godere della straordinaria bellezza naturale del piccolo gioiello di Ko Nang Yuan, un isolotto costituito da uno scoglio e due rilievi ricoperti di vegetazione, uniti da una striscia di sabbia chiara; salendo in cima alla collina alla collina più piccola, fra impressionanti formazioni granitiche che spuntano dal verde, si scorge, in basso, la più candida rena corallina. Dalla piccola Ko Tao il nostro viaggio fa ritorno al suo punto di partenza, la più grande delle 80 isole che compongono l’arcipelago, Ko Samui. Ko Samui è un concentrato di giungla tropicale, spiagge immacolate, rocce di granito e piantagioni di cocco, di cui si dice l’isola possieda il maggior numero di fusti al mondo.



La prima tappa del nostro itinerario è la costa di Bo Phut. Su una collina della spiaggia, si affaccia la strada del Big Buddha, raggiunta da una scalinata. Il posto è molto particolare, con miriadi di bancarelle caratteristiche. La stessa statua è molto particolare, con infinità di particolari in materiali preziosissimi. Una visita di qualche ora ne vale decisamente la pena. Proseguiamo per la splendida spiaggia di Chaweng, cuore frenetico e festoso dell’isola, con resort, abitazioni, botteghe e negozi, ristoranti e locali sulla strada e sul mare e che di notte si accende di migliaia delle luci sfavillanti di bar, bancarelle e locali notturni aperti sulla strada e gremiti di viveurs. Nella parte meridionale del litorale, imponenti formazioni di roccia racchiudono piccole spiagge di sabbia chiara. Il luogo viene chiamato “Grandfather & Grandmother” per la forma degli scogli che alludono ai generi maschile e femminile. Superato il promontorio di Laem Nai inizia il litorale di Lamai Beach, meno affollato di Chaweng. Proseguendo tra alti alberi di teck e siepi di bougainville rosse e arancioni, raggiungiamo le cascate di Namuang, nell’entroterra, alte una trentina di metri e suddivise in diversi salti. Ai piedi delle cascate si trova la base della Namuang Jungle Trip, che propone trekking nella giungla sul dorso di un elefante, un’esperienza da fare per chiunque voglia vivere a pieno l’esperienza della Thailandia. Lungo lo sterrato si raggiunge il Magic Garden & Waterfall, giardino incantato con l’acqua che scorre fra rocce scolpite in forme umane e il silenzio che avvolge ogni cosa. Il nostro viaggio si conclude al piccolo aeroporto dell’isola, tra i più belli al mondo con hall aperte alle brezze marine e fiori a profusione, per un triste arrivederci, velato da una sottile speranza di ritorno tra i giardini verdeggianti e le bianche spiagge della Thailandia che ruba il cuore.

Articolo Scritto da A. Valenti

 

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Chi di noi non ha mai sognato di andare alle MALDIVE? Non esiste viaggiatore che non desideri, almeno una volta nella vita, raggiungere queste spiagge chilometriche di sabbia fine, bagnate da mare cristallino.

Sono pochi i posti al mondo che regalano l’emozione di una vacanza come quella che si può fare alle maldive, svegliarsi osservando buffi paguri o vedere l’alba colorare di rosa il cielo poco prima stellato, riflettendosi sull’acqua calma e limpida, sembra di aver raggiunto la pace dei sensi.

Il clima è tipicamente equatoriale e monsonico, con temperature medie tra i 27 ed i 35 gradi centigradi durante tutto l’anno.

ll momento più indicato per praticare gli sport acquatici di fronte ad un panorama meraviglioso o effettuare bagni immersi nell’acqua cristallina, va da dicembre ad aprile, durante la stagione secca, per evitare quanto possibile lunghe piogge ed umidità.

Le maldive sono il luogo ideale per coloro che vogliono scappare dall’inverno freddo e concedersi giornate di sole in un posto meraviglioso, dove il corpo e la mente raggiungono il benessere.

Come sempre è utile prima di partire consultare le pagine del sito viaggiaresicuri.it, portale del nostro Ministero degli Affari Esteri dove si possono trovare tutte le informazioni utili per programmare il viaggio.

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L’Isola di Zanzibar fa parte della Tanzania, metà turistica molto amata per il suo mare e per le sue meravigliose spiaggie bianche…a Zanzibar potete ammirare il fenomeno della bassa e alta marea…il mare ogni sei ore si ritira lasciando bianchissime lingue di sabbia dove poter far lunghe passeggiate, vedere conchiglie e stelle marine; Il clima di Zanzibar è suddiviso in due stagioni, due secche: da dicembre a febbraio e da giugno ad ottobre, e due piovose da marzo a maggio e il mese di novembre dove possiamo assistere a forti temporali. I prodotti tipici sono pesce e crostacei, cicale, aragoste, polpo fritto e tante altre specialità come il pilau, riso con spezie che potrete gustare a prezzi ragionevoli e sempre freschissimi direttamente in spiaggia insieme a frutta tropicale di primissima scelta; Zanzibar è la maggior produttrice di chiodi di garofano al mondo, i profumi di spezie come cannella e curcuma invadono la città di Stone Town, un buon consiglio è quello di visitare l’antico quartiere di Zanzibar city, i locali sono molto disponibili, sempre pronti a regalarti un sorriso, i bambini dopo aver frequentato la scuola giocano allegramente in spiaggia dove potrete condividere con loro un pò del vostro tempo(vi ruberanno il cuore), Nakupenda e Prison Island, Tour delle spezie e Jozani Forest sono solo alcune delle meravigliose escursioni che potrete fare, affidatevi ai Beach Boys per fare le vostre escursioni prezzi decisamente inferiori ai resort cosi potrete contribuire ad aiutare la gente di questa meravigliosa isola….vacanza che vi rimarra nel cuore.

Articolo redatto da Francesca De Pra, direttamente dal Isola.

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Dubai è  uno dei luoghi  più incantevoli del mondo, capitale degli Emirati Arabi, dove la realtà supera la fantasia  a colpi di meraviglie architettoniche ed eccessi impensabili anche nel ricco Occidente.

Altrimenti non sarebbe possibile mettersi in testa  di poter fare un tuffo sulla neve o uno slalom sugli sci in pieno deserto.

Chi   sceglie Dubai  deve prepararsi a un’esperienza indimenticabile!  Nel regno del lusso e della modernità infinita, un faraonico centro commerciale può trasformarsi in un gigantesco parco giochi invernale aperto 365 giorni all’anno come lo Ski Dubai al Mall of the Emirates, paradiso artificiale di ghiaccio, perfetto per una settimana bianca fuori dal comune.

Da non perdere il grattacielo dei record il Burj Khalifa, maestosa creatura da 124 piani per 828 metri d’altezza con vista mozzafiato sull’intera città nata nel deserto, mentre a fare da icona alla bellezza  dell’architettura ultramoderna ci pensa  l’ormai celebre hotel a forma di vela Burj al Arab, anche se inaccessibile ai più a causa dei prezzi vertiginosi  ma degno almeno di una foto ricordo da incorniciare.

Non può mancare un bagno nel caldo mare o un salto negli immensi parchi acquatici sparsi per la città, come il l Wadi Wadi Water Park per proseguire lungo le spiagge di Dubai Marina senza perdersi attrazioni uniche al mondo come la Dolphin Bay e la baia di Palm Island.

Il deserto è vicinissimo, pochi minuti dal dal centro della  megalopoli, con le sue dune, i tramonti e gli scenari naturali da mille e una notte che ricoprono l’atmosfera di magia.

Si potrebbe aggiungere un safari  in gruppo o anche da soli, a bordo dei meravigliosi quad, sarebbe la ciliegina sulla torta al già esaltante soggiorno.

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Oltre Seimila libri in rotta fra i fiordi. Nelle acque norvegesi naviga  Epos, una biblioteca galleggiante che collega diverse isole e con cui andare alla scoperta del territorio senza il pericolo di annoiarsi lungo il tragitto.

Il binomio navigazione e lettura è nato nel 1959 dall’esigenza di una rete di collegamento lungo i fiordi. Il primo traghetto in servizio è stato dotato in via sperimentale di diversi libri donati dalla biblioteca nazionale norvegese.

Visto l’inaspettato il successo, nel 1963 è stata costruita Epos, con la precisa intenzione di creare una vera e propria nave-biblioteca.

Epos viene utilizzata sia dai norvegesi che da molti turisti, che scelgono questo mezzo per scoprire i tanti villaggi incastonati fra i fiordi, lasciandosi conquistare anche dal piacere della lettura. Una rotta lenta e coinvolgente, in grado di portare proprio ovunque.

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